A tu per tu con... MORGAN PELLANDA - SSD Cartigliano
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A tu per tu con… MORGAN PELLANDA

A tu per tu con… MORGAN PELLANDA

“A TU PER TU CON…” è un nuovo spazio di approfondimento a 360° con i protagonisti della nostra squadra!
Sogni, ricordi, aneddoti e curiosità per conoscere meglio chi, ogni domenica, ci fa tifare sempre più forte per il CARTIGLIANO!

Questa settimana la “RAFFICA DI DOMANDE” è per MORGAN PELLANDA.

Morgan Pellanda – Cartigliano.

Quando sei nato e dove? Sono nato il 20/08/2001 a Bassano del Grappa.

Ruolo? Portiere.

Qual è la partita che ricordi con più affetto e perché? L’esordio in Serie D nel derby con l’Arzignano, partita che abbiamo vinto 2-0. 

Una parata che ricordi con particolare affetto? L’anno scorso, nel campionato degli Allievi Nazionali, giocavo con il Bassano Virtus e nel derby con il Vicenza ricordo di aver fermato un contropiede con una parata su uno contro uno. Mi è piaciuta molto, anche perché ho salvato il risultato del derby.

Se avessi la possibilità di rigiocare una partita, quale sarebbe e perché? Rigiocherei il derby con l’Arzignano in cui ho esordito, per rivivere le grandi emozioni di quella partita. Ma mi piacerebbe ripetere anche la partita di andata contro il Tamai per fare meglio: forse non ero abbastanza concentrato e i due gol che abbiamo preso potevo evitarli.

Come è nata la tua passione per il calcio? Sicuramente mio nonno Domenico, che era davvero un buon giocatore, ha trasmesso la passione a me e a mio fratello. Anche mio papà è un grande appassionato, ci tiene molto: una domenica viene a vedere me e una domenica va a vedere mio fratello Nathan, che gioca con il Real Stroppari. Comunque, per me che sono più piccolo, vedere mio fratello giocare mi ha aiutato ad appassionarmi. So che lui è molto orgoglioso di me ed è fiero di quello che sto facendo. Mi piacerebbe un giorno incontrarlo in campo.

Quali sono i tuoi ricordi più belli di quando eri bambino e giocavi a calcio? I primi anni al Cittadella, dove mi sono trovato bene con la società ed è stata un’esperienza molto bella dal punto di vista calcistico: giocavo con squadre di Serie A, quindi mi è piaciuto molto.

Hai un giocatore a cui ti ispiri? In realtà no, ma mi piacciono particolarmente i portieri che usano molto i piedi, come per esempio Marc-André ter Stegen o Manuel Neuer.

Hai un soprannome in campo? Purtroppo, o per fortuna, no. Mi chiamano solo Morgan.

Qualche domanda sulla vita di spogliatoio. Chi è il più lento tra di voi a farsi la doccia? Non ho dubbi: Bragagnolo!

Il tuo compagno più elegante, quello che ci tiene di più al look? Sono indeciso tra Di Gennaro e Parise, ma anche Bragagnolo non scherza!

Il più casinista? Il mio compagno di reparto: Yari Bortignon. È troppo divertente! A tal proposito, ci tengo a ringraziarlo pubblicamente perché mi è stato di grande aiuto nel mio percorso di crescita di quest’anno.

Qual è la scelta che in ambito calcistico rifaresti? Quella di giocare in porta. Anche se la mia altezza non mi aiuta molto, negli anni ho avuto sempre più conferme e mi è stato detto in più occasioni che ho delle capacità notevoli, quindi mi sono convinto anch’io.

E la scelta che non rifaresti? Più che una scelta, se tornassi indietro, cambierei alcuni momenti di incostanza. Mi spiego meglio: ci sono stati periodi in cui non ho dato il 100% in passato, senza pensare che quei periodi erano quelli in cui stavo gettando le basi per il mio futuro. Quindi se potessi tornare indietro sarei più costante, dando sempre il massimo.

Se non avessi fatto il calciatore, ci sarebbe stato un altro sport che ti sarebbe piaciuto praticare? Da piccolo giocavo sempre a tennis con mio papà. Un altro sport che seguivo molto era il rugby: uno sport molto simile al calcio e sempre uno sport di squadra. Per me è importante il gruppo, lo spogliatoio.

Dove ti vedi tra 10 anni e dove? Tra 10 anni spero di essere ancora in questa categoria, quindi di giocare ad alti livelli (spero più alti possibile) e magari in questa società, in cui mi trovo molto bene. Spero i miei genitori saranno orgogliosi di quello che ho fatto: il resto non conta.