A tu per tu con... NONNI, CECCONELLO e PAIOLO - SSD Cartigliano
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A tu per tu con… NONNI, CECCONELLO e PAIOLO

A tu per tu con… NONNI, CECCONELLO e PAIOLO

“A TU PER TU CON…” è un nuovo spazio di approfondimento a 360° con i protagonisti della nostra squadra!
Sogni, ricordi, aneddoti e curiosità per conoscere meglio chi, ogni domenica, ci fa tifare sempre più forte per il CARTIGLIANO!

Questa settimana la “RAFFICA DI DOMANDE” è TRIPLA… con SALIF NONNI, MATTIA CECCONELLO E ALBERTO PAIOLO.

Qual è la partita che ricordi con più affetto e perché?

NONNI: Senza dubbio la finale di Coppa Veneto con la Juventina Laghi di tre anni fa. Non la dimenticherò mai. È partita un po’ per gioco, ci pagavano la cena ad ogni passaggio di turno. Non pensavamo minimamente potesse andare così, ma man mano che andavamo avanti diventava sempre più bello. In finale ho fatto 3 gol ed è stata un’emozione unica vincere.

CECCONELLO: Abano – Calvi Noale, lo scorso anno. È una partita che ricordo con affetto per il gol che ho fatto al 90°. Era uno scontro diretto e se non avessimo vinto saremmo stati messi male in classifica. Ho fatto gol all’ultimo minuto, un gol su rigore. È stata una partita emozionante.

PAIOLO: Quella dell’anno scorso con cui ho esordito in Coppa Italia con la maglia del Vicenza Calcio. È stata molto emozionante, la partita più bella. Non avevo mai giocato con una tifoseria come quella del Vicenza. il mister mi aveva dato tanta fiducia.

Un gol che ricordi con particolare affetto?

NONNI: È una domanda difficile, al momento non riesco a “selezionarne” uno.

CECCONELLO: Quello del pareggio in Coppa con l’Arzignano, l’anno scorso. È nato da un cross in mezzo e da un mio tiro col destro. Per me, che sono sinistro, è stato ancora più emozionante.

PAIOLO: Il primo gol fatto con la maglia del Cartigliano in casa contro il Chions. È anche il primo gol che ho fatto in Serie D. È un gol nato da un passaggio di Mattioli ed io ho anticipato il difensore e l’ho messa in rete.

Se potessi rigiocare una partita, quale sarebbe e perché?

NONNI: Penso lo spareggio in Seconda categoria col Vallonara, partita che abbiamo perso, perdendo anche il campionato. La rigiocherei per farla finire in maniera differente.

CECCONELLO: Quella di quest’anno con la Clodiense contro il Trento, perché è stata la prima partita da titolare che ho fatto e l’ho giocata davvero bene, quindi è stata una bella emozione.

PAIOLO: Sempre quella dell’esordio, perché in quell’occasione ho visto i miei genitori ed i miei amici che erano allo stadio davvero orgogliosi di me.

Come è nata in te la passione per il calcio?

NONNI: Quando ero molto piccolo, ero ancora in Burkina Faso. Ricordo i miei cugini e i miei zii che giocavano al campetto, il passatempo era quello. Io li guardavo ed ogni tanto entravo in campo anch’io. È qui che è nata la mia passione.

CECCONELLO: Grazie a mio papà e a mio nonno. Andavo sempre con loro a vedere le partite e a 5 anni ho cominciato a giocare. Anche mio papà giocava, era difensore. E poi abbiamo sempre guardato le partite alla tv assieme, anche se io tifo Milan e lui Juve.

PAIOLO: Io abito a San Bonifacio, accanto al campo sportivo, quindi fin da quando avevo 4/5 anni andavo a vedere gli allenamenti della San Bonifacese, che una volta era in serie C2. Da lì mi sono innamorato del calcio ed a 5 anni ho iniziato a giocare con la San Bonifacese.

Hai un giocatore a cui ti ispiri?

NONNI: Io sono cresciuto con Francesco Totti come idolo. A casa mia siamo tutti romanisti. Io ero piccolo, ma ricordo lo scudetto del 2001: da là ho sempre seguito la Roma e avuto Totti come esempio calcistico.

CECCONELLO: Da piccolo mi piaceva molto Shevchenko.

PAIOLO: Anche se sono interista, direi che mi piace molto Karim Benzema.

Qualche domanda sulla vita di spogliatoio. Chi è il più lento tra di voi a farsi la doccia?

NONNI: Murataj. Anch’io sono lento, ma dico Mura perché ci mette una vita a lavarsi!

CECCONELLO: Direi Visinoni.

PAIOLO: Simone Bragagnolo, lo aspetto tutte le sere!

Il tuo compagno più elegante, quello che ci tiene di più al look?

NONNI: Edoardo Di Gennaro. Prima era Miotti, ma adesso senza dubbio lui. È fissato con i capelli!

CECCONELLO: Edoardo Di Gennaro.

PAIOLO: Edoardo Di Gennaro.

Il più casinista?

NONNI: Yari Bortignon, mi sgriderà per questa risposta, ma è lui senza alcun dubbio!

CECCONELLO: Yari Bortignon, assolutamente.

PAIOLO: Non faccio un nome, siamo un gruppo in cui ognuno fa la sua parte.

Qual è la scelta che rifaresti e quella che non rifaresti nel tuo percorso calcistico?

NONNI: Parto da quella che non rifarei. Quando ero più piccolo ho avuto la possibilità di andare al Bassano, ma non l’ho fatto per seguire gli amici e giocare con loro. Tornando indietro farei diversamente. La scelta che rifarei è quella di venire qui a Cartigliano.

CECCONELLO: Quella che rifarei è quella di giocare a Vicenza. È stata un’esperienza importante sia a livello di crescita, sia perché ho incontrato tante persone importanti, che fanno ancora parte della mia vita. Forse la scelta che non rifarei è quella di andare a Lucca, alla Lucchese. Ho fatto una scelta un po’ troppo affrettata.

PAIOLO: Non ho rimpianti, quindi non ci sono scelte che non rifarei, le rifarei tutte.

Se non avessi fatto il calciatore, quale sport ti sarebbe piaciuto praticare?

NONNI: Il basket mi piace, seguo l’NBA, ma anche la pallavolo.

CECCONELLO: Non credo, probabilmente avrei fatto palestra.

PAIOLO: Mi piace il tennis e lo seguo molto.