A tu per tu con... SIMONE MORETTO - SSD Cartigliano
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A tu per tu con… SIMONE MORETTO

A tu per tu con… SIMONE MORETTO

“A TU PER TU CON…” è un nuovo spazio di approfondimento a 360° con i protagonisti della nostra squadra!
Sogni, ricordi, aneddoti e curiosità per conoscere meglio chi, ogni domenica, ci fa tifare sempre più forte per il CARTIGLIANO!

Questa settimana la “RAFFICA DI DOMANDE” è per SIMONE MORETTO.

Quando sei nato e dove? Sono nato il 13 aprile 1998 a Bassano del Grappa.

Qual è il tuo ruolo? Esterno alto.

Qual è la partita che ricordi con più affetto e per quale motivo? Sicuramente quest’anno ho fatto un grande salto: sono passato dal giocare in Promozione ad esordire in Serie D. La prima partita che ho giocato in Serie D contro il Charljns, è senza dubbio quella che ricordo con più affetto. È stato il mio esordio e ho giocato da titolare…emozioni grandissime!

Ed il gol che ricordi con più affetto? Il gol dell’anno scorso fatto in una partita importante per i playoff con la mia ex squadra, il Rosà. Ricordo che, contro la Godigese, ho fatto il gol che ha portato la mia squadra ai playoff. È stato bello ed anche abbastanza scenografico: mi è arrivata palla laterale, mi sono accentrato e da fuori area ho tirato.

Se avessi la possibilità di rigiocare una partita, quale sarebbe e perché? La partita di quest’anno contro il Montebelluna, persa 2-0. Potevamo fare meglio e riuscire, così, a salvarci molto prima, senza arrivare all’ultima di campionato per trovare la salvezza. C’è un po’ di rammarico.

Come è nata la tua passione per il calcio? Qualcuno in famiglia te l’ha trasmessa? Nella mia famiglia si è sempre respirato il calcio. Mio papà è un grande appassionato e ha sempre giocato, così come mio fratello, che ha otto anni più di me. Quindi io, fin da piccolissimo, ho sempre vissuto questa passione. Ricordo che mia mamma in lavanderia aveva solo borsoni da calcio! (ride). Noi abitiamo vicino allo stadio di Rosà e quindi ho iniziato prestissimo a giocare, intorno ai 6 anni.

Quali sono i tuoi primissimi ricordi legati al calcio? Io sono sempre stato tifoso milanista: i miei idoli erano Shevchenko e Kakà. Ricordo che sono andato allo stadio a vedere il Milan e che mi hanno regalato un pallone autografato: questo è uno dei miei primi ricordi.

Hai un giocatore a cui ti ispiri o che pensi possa essere un modello? Kakà, sia come giocatore che come persona. Apprezzo come sia riuscito a restare sempre umile.

Hai un soprannome con cui ti chiamano i tuoi compagni? Di solito mi abbreviano il cognome in Mori. Anche mio padre e mio fratello venivano chiamati così, quindi l’ho un po’ ereditato!

Qualche domanda sulla vita di spogliatoio: chi è il più lento tra di voi a farsi la doccia? Credo Visinoni: lui la prende molto in tranquillità!

Quello invece che ci tiene di più al look e che passa più tempo davanti allo specchio? Senza dubbio Di Gennaro.

E quello più casinista? Yari Bortignon. Lui è quello che riesce sempre a sdrammatizzare e a farci ridere, anche quando stiamo affrontando un momento duro.

Qual è la scelta che rifaresti senza dubbio ed invece quella che non rifaresti della tua carriera? La scelta che rifarei è quella di venire a Cartigliano. È una scelta che in molti mi hanno sconsigliato, perché temevano fosse un salto troppo alto ed invece è andata bene: ho trovato una società eccezionale ed una squadra molto unita. È un gruppo fantastico, davvero. Non ho nessuna scelta che non rifarei in particolare, credo di aver fatto sempre scelte abbastanza azzeccate.

Se non avessi giocato a calcio, avresti praticato qualche altro sport? Sono un amante degli sport in generale e sono sempre stato uno sportivo, quindi se non avessi fatto calcio sicuramente non sarei stato fermo. Mi piacciono molto quelli americani, come il baseball o il football.

Come ti vedi tra 10 anni e dove? Tra dieci anni spero di essere ancora in forma e di giocare. Mi auguro di essere per i più giovani un esempio come lo sono stati per me “i vecchi del mestiere” che ho incontrato durante la mia carriera, trasmettendo loro i valori che io a mia volta ho assorbito. Per quanto riguarda il lato personale, spero di laurearmi – sto studiando ingegneria – e di trovare lavoro in questo ambito.