Benvenuto a Cartigliano, Agostino Marcolin! - SSD Cartigliano
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Benvenuto a Cartigliano, Agostino Marcolin!

Benvenuto a Cartigliano, Agostino Marcolin!

Welcome to Cartigliano, Agostino Marcolin!

Ben arrivato a Cartigliano, innanzitutto! Cosa ti aspetti da questa esperienza?
Credo sarà una bellissima esperienza. Anni fa ho già avuto la possibilità di giocare in Serie D. So che quello di Cartigliano è un bel gruppo, con una bella società, che non ti fa mancare niente. Ho avuto modo di parlare con il mister e mi ha fatto una bellissima impressione, mi è sembrato proprio una brava persona. Sono molto felice e metterò il massimo dell’impegno. È una cosa importante per me questa.

Hai avuto modo di seguire il Cartigliano la scorsa stagione?
Sì. Direi che hanno fatto un buon campionato, magari alla fine hanno dovuto lottare di più, ma credo sia davvero una bella squadra.

Cosa in particolare ti ha fatto decidere di venire in questa società?
Squadra, mister, dirigenza: ho sentito parlare molto bene di tutti ed io la prima cosa che guardo in un ambiente sono le persone. Non è facile inserirsi in un nuovo spogliatoio, ma so che qui c’è un bell’ambiente e questo è stato il primo motivo che mi ha spinto a fare questa scelta. Ho avuto modo di conoscere Murataj e Pellizzer, con Mattioli qualche anno fa ho fatto un ritiro, mentre con Pregnolato abbiamo giocato da giovani a Cittadella, quindi conosco già alcuni dei miei futuri compagni.

Presentati ai tifosi: che giocatore sei e cosa porterai a Cartigliano?
Sicuramente il massimo impegno. Spero di fare molti gol, alla fine un difensore deve difendere e un attaccante deve fare gol. Io sono un giocatore molto tranquillo, non dico che giocare o non giocare non cambi nulla, perché sarebbe una cavolata, ma mi adatto al gruppo e sono sempre positivo.

Che promessa ti senti di fare ai tifosi?
Quella di mettercela tutta per fare bene ed aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi.

Ora qualche domanda sulla tua carriera. Ci racconti una partita che ricordi con particolare affetto e perché?
San Paolo-Padova, una partita di Coppa. Il Padova era in Serie D: allo stadio c’erano più di duemila tifosi ed io ho giocato tutta la partita. È stato molto emozionante, perché io seguivo il Padova da tifoso e ritrovarmi in campo contro di loro è stato davvero bello. Un’esperienza indimenticabile. Un’altra partita che porto nel cuore è lo spareggio ai playoff per andare in Serie D contro la Clodiense, con il Sedico. In casa loro abbiamo fatto 2-2 ed io ho segnato i due gol. È stata una delle partite più belle, anche a livello personale.

Come è nata la tua passione per il calcio?
L’ho sempre avuta, fin da piccolo. È una cosa che avevo dentro ed i miei genitori mi hanno sempre supportato. Mia mamma, quando ero piccolo e giocavo a Cittadella, si faceva avanti e indietro quasi tutti i giorni per portarmi agli allenamenti. Da casa nostra, io sono di Bastia di Rovolon, sono più di 40 minuti.

Qual è il tuo primissimo ricordo legato al calcio?
Ricordo che quando ho fatto la Comunione le mie zie mi regalarono un paio di Puma. Per un ragazzino che gioca a calcio, ricevere un bel paio di scarpe, è emozionante. Le ho consumate a forza di usarle per giocare!

Hai un giocatore a cui ti ispiri o che ritieni un modello?
Non è un giocatore a cui mi ispiro, ma è sicuramente una figura che ritengo importante: Ronaldo, il Fenomeno. A mio avviso ha cambiato anche l’idea del calcio, a livello di tecnica e di velocità.

Dove ti vedi fra 10 anni?
Non lo so a livello personale, ma sicuramente a livello calcistico mi auguro di essere ancora in campo.