Benvenuto a Cartigliano, Andrea Michelotto! - SSD Cartigliano
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Benvenuto a Cartigliano, Andrea Michelotto!

Benvenuto a Cartigliano, Andrea Michelotto!

Welcome to Cartigliano, Andrea Michelotto!

Andrea, benvenuto a Cartigliano! Cosa ti aspetti da questa esperienza col Cartigliano e per quale motivo hai deciso di venire qui?
Mi aspetto una bella stagione. Siamo una squadra giovane, se guardiamo l’età, ma siamo tutti ragazzi che conoscono la categoria. Ho visto che anche tra i nuovi acquisti ci sono giocatori ventenni, ma che già da anni fanno la Serie D. Poi conosco Mattioli, abbiamo giocato a Bassano assieme e diciamo che lui ha spinto molto per portarmi a Cartigliano. Io ho valutato un po’ di offerte che avevo, ma sono felicissimo della decisione che ho preso, perché è una squadra giovane ma di esperienza, con un mister che sa di calcio. Non lo conosco personalmente, dobbiamo ancora incontrarci, ma mi ha fatto una telefonata per darmi il benvenuto. Ho sentito parlare molto bene di lui. Sono carico: ad aprile non vedi l’ora di finire, ma dopo un paio di settimane da fermo non vedi l’ora di ripartire! Poi se ci sono nuovi stimoli, un nuovo ambiente, è normale fremere per cominciare. Io voglio dare il mio contributo, ho visto che la società ha insistito per prendermi e crede molto in me, quindi ho una bella responsabilità. È una sfida importante, ma non mi fa assolutamente paura, anzi, non vedo l’ora di iniziare e di fare bene.

Presentati ai tifosi: che giocatore sei e cosa porterai a Cartigliano?
Sono un esterno d’attacco, preferisco giocare a sinistra, ma in questi anni ho fatto tutti i ruoli in Serie D, dal centrocampo in su. Sono un giocatore tecnico, do sempre il massimo contributo, rispetto sempre i miei compagni, mi piace dare loro una mano, non mi piace perdere: io sono questo, poi i tifosi mi conosceranno meglio durante la stagione.

Qual è la partita che ricordi con più affetto e per quale motivo?
È stata una soddisfazione grande vincere per due anni consecutivi i playoff e vincere la Coppa Italia due anni fa, ma se ti devo dire una partita in particolare non saprei… forse quando quest’anno ho fatto doppietta a Tamai: fare due gol ed un assist è stata una bella soddisfazione.

Un gol, invece, che ricordi con particolare affetto?
L’anno scorso quando abbiamo vinto 4-1 con l’Arzignano io ho segnato il gol del 2-1. È stato un gol importante, ma ricordo anche, sempre lo scorso anno, il primo gol fatto al Legnago. Era un gol da fuori area: io rientravo dall’anno prima che mi ero rotto il ginocchio (sono stato fermo sei mesi), quindi è stato un bel rientro, mi sono quasi commosso, avevo una cattiveria indescrivibile dentro di me.

Com’è nata la tua passione per il calcio? Qualcuno in famiglia te l’ha trasmessa?
Mio papà ha sempre giocato a pallavolo ed io e i miei fratelli (siamo in tre) giochiamo tutti a calcio! La passione a me l’ha trasmessa mio zio, fratello di mio papà, che mi ha messo il pallone in mano fin da piccolissimo e mi ha sempre portato a vedere le partite. Poi ai miei fratelli la passione l’ho trasmessa io. Con loro non ci siamo mai incontrati in campo, ma c’è una rivalità scherzosa in casa. Magari un giorno ci sarà occasione di giocare l’uno contro l’altro!

Hai un giocatore a cui ti ispiri o che ritieni un modello?
Io ho sempre avuto come modello Alex Del Piero: al di là dell’aspetto tecnico, lo stimo molto per la semplicità e l’umiltà. Un campione dentro e fuori dal campo. Ho anche avuto la fortuna di incontrarlo.

Dove ti vedi fra 10 anni?
Avrò 36 anni, mi piacerebbe giocare ancora. Sarà dura mollare, è il mio lavoro e la mia passione. Un domani potrei fare l’allenatore, ma magari dalla Juniores in su, non mi vedrei con i bimbi. Oppure secondo allenatore o direttore sportivo: anche quelli sono ruoli che ricoprirei volentieri…vedremo.

In bocca al lupo Andrea e… benvenuto!