Benvenuto a Cartigliano, Andrea Pregnolato! - SSD Cartigliano
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Benvenuto a Cartigliano, Andrea Pregnolato!

Benvenuto a Cartigliano, Andrea Pregnolato!

Welcome to Cartigliano, Andrea Pregnolato!

 

Ciao Andrea, benvenuto! Come mai hai deciso di venire a Cartigliano e cosa ti aspetti da questa nuova esperienza?
Ho fatto questa scelta perché è una società sana, di persone in gamba e che stimo. Con il Cartigliano rimango in Serie D, non volevo scendere di categoria, quindi ho colto al volo questa opportunità. So che è un gran gruppo, è stata confermata gran parte della rosa. Conosco alcuni dei ragazzi e sono sicuro ci toglieremo molte soddisfazioni insieme.

Presentati ai tifosi: che giocatore sei e cosa porterai a Cartigliano?
Innanzitutto penso di portare un po’ del mio bagaglio calcistico personale. Questo è il mio sesto anno di Serie D, quindi un po’ di esperienza ce l’ho. Mi chiedi che giocatore sono? Preferisco rispondere in campo e dimostrare giocando quello che so fare. Quindi aspettiamo il ritiro, sono carico.

Qual è la partita di tutta la tua carriera che ricordi con più affetto?
Quella all’Euganeo contro il Padova quando ero ad Arzignano. È stata un’emozione unica, c’erano molti tifosi. Abbiamo portato a casa uno 0-0 abbastanza importante. Ricordo con affetto questa partita per la cornice che c’era e perché è stata davvero emozionante, sotto ogni punto di vista.

Un gol, invece, che ricordi con particolare affetto?
Non ho dubbi, perché non ne ho fatti molti! (ride)
Quando giocavo alla Luparense in Serie D ho fatto un gol da 40 metri ed è stato proprio bello.

Come è nata la tua passione per il calcio? Qualcuno in famiglia te l’ha trasmessa?
Sì, mio papà mi ha trasmesso la passione e ho iniziato a soli 6 anni nelle Giovanili del Cittadella. Qui sono rimasto 5 anni, poi sono passato al Vicenza, dove ho fatto tutta la trafila fino alla Primavera. Ho sempre avuto la possibilità di fare settori giovanili importanti ed il calcio per me è sempre stato un punto di riferimento, tutta la mia vita, oltre che il mio mestiere. Fino allo scorso anno ho sempre e solo giocato, ma da quest’anno inizierò anche a lavorare nell’azienda di famiglia. Credo sia importante a 24 anni costruirsi una strada nel mondo del lavoro, anche se passare dal “giocare solamente” al “giocare e lavorare” credo cambi molto. Sarà un’ulteriore sfida per me.

C’è una scelta che hai fatto nella tua carriera che col senno di poi non rifaresti?
Tutte le scelte che ho fatto, nel bene e nel male, mi sono servite a crescere. Ogni cosa è servita a maturare e a diventare quello che sono.

C’è un giocatore a cui ti ispiri o che consideri un modello?
Mi piacciono i giocatori come Cannavaro e Chiellini, ho quell’impronta lì.

Da qua a dieci anni dove ti vedi?
Avrò 34 anni, quindi mi immagino ancora in un campo da calcio a seguire la mia passione, il pallone.

In bocca al lupo Andrea e… benvenuto!