Giovanissimi, primi in classifica ma il vero sogno è "un segreto" - SSD Cartigliano
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Giovanissimi, primi in classifica ma il vero sogno è “un segreto”

Giovanissimi, primi in classifica ma il vero sogno è “un segreto”

Al momento sono primi in classifica, ma la concentrazione resta alta e puntano a raggiungere gli obiettivi fissati ad inizio campionato, anche quello segreto, custodito tra le pareti dello spogliatoio. Questa settimana la nostra rubrica sul Settore Giovanile è dedicata ai Giovanissimi biancazzurri, allenati con passione da mister Matteo Pilotti.

Qui di seguito, l’intervista all’allenatore.

Mister, presentaci il tuo gruppo. Da quanto sei con loro?
Questo è il mio secondo anno a Cartigliano, dopo diversi anni passati a Tezze. È il mio secondo anno con i Giovanissimi, è un gruppo di 19 ragazzi e devo dire che è veramente un bel gruppo. Sono ragazzi che hanno davvero una grande passione per il calcio e sono aiutati da un gran bel gruppo di genitori, ci tengo a sottolinearlo e a ringraziarli. Mamme e papà sono davvero disponibili e ci seguono ogni domenica. È un gruppo che chiaramente ha subito delle variazioni, nel senso che qualcuno ci ha lasciato per passare agli Allievi e qualcun altro è arrivato dagli Esordienti, ma sono integrati molto bene e giocano insieme da tanti anni, quindi sono molto affiatati. Oltre al rapporto calcistico da compagni squadra, c’è un legame da amici, infatti si trovano anche al di fuori del campo.

Sappiamo che ci tieni a ringraziare qualcun altro oltre ai genitori…
Assolutamente sì. Il mio vice, Mirco Bertin, che mi dà sempre una mano ed è presente a tutti gli allenamenti e a tutte le partite. E poi i due dirigenti, Erik Dal Passo e Nicola Pegoraro, che ogni domenica fanno di tutto affinché non ci manchi nulla. Per gestire un gruppo di 19 ragazzi servono più persone che supportino i ragazzi. Poi chiaramente l’allenatore è più orientato agli allenamenti, all’aspetto motivazionale e a quello tecnico.

A proposito dell’aspetto tecnico, mi racconti quale è stato il percorso di crescita dei ragazzi?
Il bello di questa categoria è quello che i ragazzi ti arrivano che sono dei “bambini grandi”, sono alla fine della loro infanzia e poi vanno verso gli Allievi, che sono già dei giovani uomini. Noi, quindi, lavoriamo sull’aspetto tecnico individuale. A quest’età è fondamentale si lavori molto sulla tecnica individuale, sul sapersi posizionare con il corpo nel modo giusto e su tutti gli altri aspetti relativi al miglioramento individuale. Essendo la prima categoria a 11 (i ragazzi arrivano dagli Esordienti in cui si gioca a 9 e in un campo più piccolo) è fondamentale abituarli a lavorare di squadra. Dobbiamo insegnare loro a collaborare, ad aiutarsi l’uno con l’altro e poi, tatticamente, abituarli ad occupare un campo a 11. C’è anche tutto un aspetto caratteriale da formare. Tutto questo divertendosi, perché io dico sempre ai ragazzi che se non ci si diverte diventa faticoso raggiungere i propri obiettivi.

Parlando proprio di obiettivi: direi che le aspettative di inizio stagione sono state raggiunte, giusto?
Secondo il mio punto di vista, stiamo andando meglio rispetto agli obiettivi che ci eravamo posti. Siamo andati oltre alle aspettative direi, ma questo non mi ha sorpreso più di tanto, perché è veramente un bel gruppo, che si mette a disposizione per lavorare bene. In spogliatoio con i ragazzi ci siamo dati 3 obiettivi: il primo è quello di crescere dal punto di vista umano, singolarmente, col fine di essere “squadra” quanto più possibile; il secondo è quello di imparare a giocare a pallone, far vedere a tutte le squadre che affrontiamo che siamo una squadra che gioca a calcio. Questo lo dico perché molte squadre giocano sparando il pallone all’impazzata più avanti possibile, cercando l’attaccante alto un metro e 90 e puntando solo su quello. Noi no.

Ma parlavi di 3 obiettivi…
Sì, ma il terzo è un segreto. Lo sappiamo io e i ragazzi, posso solo dire che riguarda i risultati.